🇮🇹 Bitcoin rischia la prima chiusura annuale in rosso post-halving della storia. Analisi del calo del 7% e dell'impatto dei mercati istituzionali.
Bitcoin non ha mai chiuso un anno post-halving in rosso: ma oggi mancano pochi giorni e siamo a -7%
Por: Stefano Marchetti | Repórter Diário
Il mondo delle criptovalute ci ha abituato a montagne russe emotive, ma c’è sempre stata una "legge non scritta" che i veterani del settore portano al petto come una medaglia: l'anno successivo all'halving è sempre, immancabilmente, un anno di crescita parabolica. Tuttavia, mentre scrivo queste righe, io, Stefano Marchetti, osservo uno scenario che sfida la storia stessa del Bitcoin. Ci troviamo a soli due giorni dalla fine del 2025 e il re delle crypto sta flirtando con un record negativo che nessuno avrebbe previsto all'inizio dell'anno. La narrazione del "ciclo perfetto" sta per essere infranta? Entriamo nei dettagli di questa anomalia macroeconomica.
Bitcoin e il peso della storia: un ciclo interrotto?
🔍 Sulla verità e sui dettagli
Entrare nei dettagli della verità significa ammettere che il 2025 non è stato l'anno che i grafici storici ci avevano promesso. L'halving, quel meccanismo intrinseco al codice di Satoshi Nakamoto che dimezza l'emissione di nuovi BTC ogni 210.000 blocchi (circa quattro anni), ha sempre agito come un catalizzatore di scarsità. Negli anni post-halving precedenti — il 2013, il 2017 e il 2021 — Bitcoin non solo ha chiuso in positivo, ma ha spesso registrato guadagni a tre cifre.
Oggi la realtà è diversa. Il sito CoinMarketCap ci mostra dati che lasciano poco spazio all'immaginazione: Bitcoin è sceso di circa il 7% rispetto al suo prezzo di apertura annuale del 1° gennaio 2025. All'epoca, la moneta scambiava a $94.419,76, alimentata dall'euforia degli ETF e dalle promesse di una deregolamentazione massiccia. Stamattina, nonostante un timido rimbalzo dello 0,2%, il prezzo si aggira intorno agli $87.800.
Cosa è andato storto? La verità risiede nella maturazione dell'asset. Bitcoin non è più un esperimento per pochi appassionati di tecnologia, ma un asset finanziario globale influenzato da flussi istituzionali che rispondono a logiche diverse dalla semplice "scarsità algoritmica". Quando i grandi gestori di fondi decidono di ribilanciare i portafogli a fine anno, o quando le condizioni macroeconomiche globali cambiano marcia, il "ciclo dell'halving" passa in secondo piano. La verità cruda è che la meccanica dell'offerta sta perdendo la sua battaglia contro la forza della domanda istituzionale e dei tassi di interesse.
📊 Presentazione dei dati quantitativi
Per comprendere l'entità di ciò che stiamo vivendo, dobbiamo guardare i numeri con freddezza chirurgica. Ecco un confronto diretto tra le chiusure degli anni post-halving:
2013 (Post-Halving 1): Crescita esplosiva, rendimento superiore al 5.000%.
2017 (Post-Halving 2): Rendimento annuo di circa il 1.300%.
2021 (Post-Halving 3): Nonostante la volatilità, chiusura in positivo con circa il 60% di guadagno.
2025 (Corrente): Attualmente a -7% rispetto all'apertura annuale.
Il divario tra l'apertura di $94.419,76 e l'attuale valore di $87.800 rappresenta una perdita di quasi $6.600 per moneta. Questo dato è particolarmente significativo se consideriamo che il Bitcoin ha raggiunto un massimo storico (ATH) superiore ai $100.000 durante l'anno, solo per poi ritracciare violentemente.
I dati di Stocktwits rivelano inoltre un cambiamento nel "sentiment" del retail. Nonostante il volume di conversazioni sia aumentato (passando da "basso" a "normale"), il tenore dei discorsi è prevalentemente bearish (ribassista). Questo suggerisce che i piccoli investitori, solitamente i più ottimisti, hanno iniziato a temere che il ciclo si sia concluso prematuramente o che la struttura stessa del mercato sia cambiata in modo irreversibile.
💬 Secondo alcune indiscrezioni
Tra i corridoi virtuali di Wall Street e le chat crittografate degli analisti di Dubai, circolano indiscrezioni interessanti. Si dice che il massiccio afflusso negli ETF Spot nei primi due trimestri dell'anno abbia "anticipato" la crescita che solitamente vedevamo a fine anno. In altre parole, la domanda che avrebbe dovuto spingere i prezzi ora è stata soddisfatta in anticipo.
Altre voci suggeriscono che grandi balene (investitori con enormi quantità di BTC) abbiano utilizzato la soglia psicologica dei $100.000 come un enorme "exit point". Mentre il retail comprava l'idea del "superciclo", le istituzioni stavano distribuendo i loro asset. Queste indiscrezioni trovano parziale conferma nei dati "on-chain" che mostrano un movimento significativo di monete dormienti verso gli exchange proprio nei momenti di picco. Il mercato non è più guidato dall'ideologia, ma dal profitto immediato e dalla gestione del rischio dinamica.
🧭 Tendenze lineari
Se analizziamo le tendenze degli ultimi dodici mesi, notiamo una linearità inquietante: ogni volta che Bitcoin ha tentato di stabilizzarsi sopra i $95.000, è stato respinto con forza. Questo non è un segnale di debolezza del network, ma di un cambiamento strutturale. La tendenza lineare ci dice che Bitcoin si sta "istituzionalizzando", il che significa che la sua volatilità estrema sta diminuendo a favore di una correlazione più stretta con gli indici azionari come il Nasdaq.
Questa correlazione ha fatto sì che, nonostante l'halving, Bitcoin subisse i colpi delle politiche monetarie della Federal Reserve. Se l'inflazione non scende come previsto o se i tassi rimangono alti, l'attrattiva del Bitcoin come "oro digitale" viene messa alla prova dalla competizione con i rendimenti dei titoli di stato. La tendenza futura sembra puntare verso una crescita più moderata e meno dipendente dai cicli di quattro anni, rendendo il grafico del BTC sempre più simile a quello di una "Big Tech" piuttosto che a quello di una commodity ribelle.
🧠 Esaminando il contesto
Non possiamo giudicare il -7% di Bitcoin nel 2025 senza guardare cosa succede nel resto del mondo. Il contesto macroeconomico è stato brutale. Tensioni geopolitiche, incertezze sulle elezioni in diverse parti del mondo e una crisi di liquidità globale hanno reso gli investitori più cauti.
Il Bitcoin, nel 2025, ha dovuto combattere su due fronti: mantenere la sua promessa di "bene rifugio" e soddisfare le aspettative di rendimento speculativo. Quando le istituzioni entrano in gioco con miliardi di dollari attraverso gli ETF, il contesto cambia. Questi attori hanno orizzonti temporali diversi e, soprattutto, hanno algoritmi di vendita automatizzati che non tengono conto della "mitologia dell'halving". Esaminando il contesto, emerge che il Bitcoin è diventato vittima del suo stesso successo: essendo ora integrato nel sistema finanziario globale, è soggetto alle stesse pressioni che colpiscono i mercati tradizionali.
📚 Fondamenti della premessa
La premessa storica del "modello Stock-to-Flow" e delle teorie dei cicli quadriennali si basava su un presupposto semplice: l'offerta diminuisce, la domanda rimane costante o aumenta, il prezzo sale. Tuttavia, i fondamenti di questa premessa oggi vacillano.
L'halving riduce l'inflazione annua di Bitcoin, ma con oltre il 94% di tutti i BTC già in circolazione, l'impatto dei nuovi monili prodotti dai miner è drasticamente inferiore rispetto a dieci anni fa. Oggi, sono gli scambi sul mercato secondario (exchange, mercati OTC) a dettare il prezzo, non più la produzione primaria. I fondamenti ci dicono che Bitcoin è ancora l'asset più sicuro nel panorama crypto, ma la sua capacità di generare rendimenti astronomici in tempi brevi è in fase di decrescita perenne.
📦 Vecchie informazioni 📚 Lo sapevi già?
Sapevi che nel 2014 e nel 2018 Bitcoin ha chiuso in rosso, ma quelli erano anni "pre-halving" o di "mercato orso" conclamato? La novità assoluta del 2025 è che il rosso sta arrivando nell'anno in cui, per definizione, dovremmo brindare ai massimi storici.
Molti investitori dimenticano che il passato non è una garanzia del futuro. La "vecchia informazione" che l'halving garantisce un profitto è stata la trappola psicologica del 2025. Chi ha comprato a gennaio sperando nel miracolo statistico si ritrova oggi a leccarsi le ferite, dimostrando che nel mercato finanziario la compiacenza è il nemico numero uno.
🗺️ Cosa ci riserva il futuro da qui in poi?
Il futuro del Bitcoin oltre il 2025 sarà segnato dalla ricerca di una nuova identità. Se il ciclo dell'halving è davvero "rotto", allora dovremo trovare nuovi parametri per valutare il valore della rete. L'adozione di Lightning Network, l'uso di Bitcoin come riserva sovrana da parte di piccoli stati e l'integrazione con l'intelligenza artificiale per i pagamenti macchina-macchina potrebbero essere i nuovi driver.
Nonostante il possibile record negativo di quest'anno, il futuro non è necessariamente cupo. Una chiusura in rosso potrebbe essere il "reset" necessario per eliminare la speculazione eccessiva e permettere una crescita più organica nel 2026. La domanda non è se Bitcoin sopravviverà, ma quanto tempo ci vorrà affinché il mercato accetti che la vecchia tabella di marcia è stata stracciata.
🌐 L'ho visto. Disponibile su internet
"O povo posta, a gente pensa. Tá na rede, tá oline!"
Navigando sui social media e sui forum specializzati, si nota una divisione netta. Da una parte i "maximalist" che urlano "HODL" e vedono questo calo come l'ultima opportunità di acquisto prima di una risalita inevitabile. Dall'altra, i nuovi arrivati delusi che accusano le istituzioni di aver "manipolato e distrutto" la magia del Bitcoin.
L'analisi del sentiment online mostra che la narrazione sta cambiando velocemente: si parla meno di "to the moon" e molto più di "protezione del capitale". Questo cambiamento culturale è fondamentale perché riflette la transizione di Bitcoin da gioco speculativo a pilastro finanziario serio, noioso e, a volte, dolorosamente lento.
🔗 Âncora del conoscenza
Per capire come i mercati influenzino le criptovalute, è essenziale guardare oltre i grafici del BTC. La comprensione degli indicatori economici globali è la chiave per non farsi sorprendere dai prossimi movimenti di mercato. Per approfondire come i dati macroeconomici stanno riscrivendo le regole del gioco, ti invito a
Reflexão final
Bitcoin ci sta dando una lezione di umiltà. La storia è una guida, non una gabbia. Se il 2025 si chiuderà davvero in rosso, non sarà la fine del Bitcoin, ma la fine dell'innocenza dei suoi investitori. È tempo di smettere di guardare al passato con nostalgia e iniziare a guardare al futuro con analisi critica. Il re non è morto, ma ha cambiato corona.
Recursos e fontes em destaque
CoinMarketCap: Dati sui prezzi storici e apertura annuale.
Stocktwits: Analisi del sentiment retail e volumi di discussione.
Glassnode: Dati on-chain sui movimenti delle balene.
⚖️ Disclaimer Editorial
Questo articolo riflette un'analisi critica e opinabile, elaborata dal team del Diário do Carlos Santos, basata su informazioni pubbliche, resoconti e dati provenienti da fonti considerate affidabili. Apprezziamo l'integrità e la trasparenza di tutti i contenuti pubblicati; tuttavia, questo testo non rappresenta una comunicazione ufficiale né la posizione istituzionale di altre aziende o entità menzionate. Sottolineiamo che l'interpretazione delle informazioni e le decisioni prese sulla base di esse sono di esclusiva responsabilità del lettore.
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